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Dalla passione per la pesca con la mosca, nasce nel 1998 a Pisa un Club di amici molto attenti alla salvaguardia degli ecosistemi fluviali. Uno sguardo a queste
pagine per sapere chi siamo, quali sono i nostri progetti futuri, quali sono le
Associazioni ed i Clubs con i quali collaboriamo per la
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NEWS VIDEO
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PARLIAMO DI PESCA |
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| INDICE:
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I FATTORI CHE INFLUENZANO LA
PESCA CON LA MOSCA METEOROLOGIA TEMPERATURA DELLACQUA E OSSIGENO La temperatura dellacqua varia in base alle
stagioni ed allandamento climatico. PRESSIONE ATMOSFERICA In caso di bassa pressione, o
quando la stessa subisce repentini abbassamenti, avviene un aumento dattività dei
pesci che si portano in superficie nutrendosi dei tanti insetti presenti sullacqua. VENTO Un altro elemento che influenza negativamente il comportamento dei pesci è il vento. Questi, se di forte intensità, inibisce le schiuse dinsetti con conseguenti effetti sui pesci. PIOGGIA O TEMPO NUVOLOSO Tali fattori favoriscono
lattività dinsetti e pesci e avvengono in concomitanza di bassa pressione
atmosferica. LUMINOSITÀ Nessun pesce ama la luce violenta,
soprattutto le trote fario. INFLUENZE ENDOGENE IL COLORE DELACQUA In presenza dacque torbide o molto torbide si hanno generalmente cattivi risultati. Se la temperatura non è molto fredda si può provare nei giri di corrente dietro a grossi massi od altri ostacoli, ove si vede che lacqua è leggermente più chiara. LACQUA DI NEVE Lacqua di neve è molto negativa; tuttavia si può tentare la pesca nelle ore centrali del giorno quando il sole scalda lacqua, laddove questa non supera il metro di profondità, o si possono vedere pesci in attività. ACQUA VERDASTRA Occorre in caso di siccità e forte calore. A causa del proliferare delle alghe, si ha una diminuzione della quantità dossigeno disciolto in acqua, con conseguenze negative per la pesca. ACQUA OPALINA Ottime per la pesca; i pesci riescono a vedere lesca, ma risulta loro difficile notare la presenza del pescatore. ACQUA CHIARA Avendo laccortezza di evitare rumori e movimenti bruschi e di non farsi vedere onde allarmare i pesci. ACQUA TRASPARENTE Stesse precauzioni del punto precedente, cui si deve aggiungere limpiego di finali sottili e mosche di piccole dimensioni. LIVELLO DELLACQUA CRESCITA NOTEVOLE ED IMPROVVISA Pesci inquieti e dediti alla
ricerca di riparo. Pesca negativa. LIVELLO ALTO E STABILE Positivo per la pesca. Pesce in attività anche in corrente. Durante i temporali estivi può aver inizio la risalita verso i luoghi di riproduzione. LIVELLO IN DIMINUZIONE Positivo per la pesca. LIVELLO MINIMO Negativo per la pesca. La scarsa
quantità dacqua rende i pesci molto attenti verso eventuali insidie. LIVELLO IN LENTO RIALZO Ottimo per la pesca. LIVELLO INSTABILE Negativo la pesca. Frequenti variazioni di livello dellacqua inibiscono od interrompono le schiuse dinsetti, con conseguenze negative anche per i pesci. STAGIONI PRIMAVERA Ripresa dellattività dei pesci. Buone possibilità di pesca durante tutta la giornata. ESTATE Temperature molto elevate limitano lattività dei pesci. I momenti migliori per la pesca sono lalba ed il tramonto. Valide sono anche le zone in ombra. In caso di temporali, con aumento dumidità, si possono avere buoni risultati. AUTUNNO Molto buono per la pesca. INVERNO In circostanze particolari è possibile pescare anche in inverno, privilegiando le ore centrali e le acque basse scaldate dal sole. TEORIA SOLLUNARE TEORIA DI KNIGHT
È molto importante
conoscere non solo le tecniche di pesca ma anche i pesci che vogliamo insidiare.
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PERCHÉ SENZA ARDIGLIONE Ogni pescatore, specialmente se pescatore con la mosca, dovrebbe avere più rispetto nei confronti della fonte del proprio divertimento, adottando ogni accorgimento volto alla salvaguardia dei pesci e dellambiente in cui essi vivono; esempi sono sicuramente luso di ami senza ardiglione e la pratica del No Kill. Confrontando la differenza fra ami con ardiglione ed ami senza o con ardiglione schiacciato, ci accorgiamo che lardiglione non è uno strumento di cattura, bensì di tortura. Lamo con ardiglione possiede una ridotta capacità di penetrazione dovuta allo stesso ardiglione; questi provoca, infatti, un ingrossamento della punta dellamo che viene a perdere in capacità di penetrazione. Se però lamo penetra fino allardiglione, raramente il pesce riesce a liberarsi al punto che loperazione di rilascio sarà difficile e dolorosa, soprattutto per il pesce, che subirà gravi lesioni allapparato boccale con conseguenze letali se lamo è penetrato oltre la bocca, ove risiedono organi di vitale importanza. In tal caso se si desidera rilasciare la preda, è meglio tagliare la lenza al pari delle labbra del pesce, onde evitare inutili maneggi dello stesso. Lamo privo dardiglione dimostra maggiore capacità di penetrazione anche nelle parti più dure dellapparato boccale grazie alluniformità della punta, il pesce può liberarsi da solo soltanto se si allenta la tensione della lenza e, in ultima analisi, facilita il rilascio del pesce al quale reca minor danno. Appare quindi evidente la convenienza alluso di ami privi dardiglione. Probabilmente, lardiglione fa presa più a livello psicologico nel pescatore che non nella bocca del pesce. Risulta quindi chiaro che lardiglione serve solamente a straziare i pesci; cerchiamo invece di evitare loro sofferenze inutili e rimettiamoli con cura in acqua. Quando un pesce riesce a liberarsi dallamo, molto spesso è dovuto ad una presa di questo su parti non solide dellapparato boccale, quali ad esempio la pelle, la punta delle labbra, o addirittura come capita in alcune giornate, le trote prendono le mosche fra la membrana mascellare e langolo della bocca, ove raramente lamo può far presa, ma rimane incastrato per liberarsi alla minima tensione della lenza. Alle volte un pesce si libera a causa dellelasticità dellamo, che sollecitato da una forte tensione si apre ed esce dal punto di presa. Quando le trote abboccano decise, non è necessario lardiglione; se invece mangiano con riluttanza, luso di ami con ardiglione non migliora la situazione. Eventualmente possiamo prendere in considerazione langolazione o il momento della ferrata. Certe volte conviene ferrare con canna alta rispetto al piano dellacqua, altre volte risulta necessaria una ferrata laterale così come si presentano casi in cui anticipare o ritardare la ferrata è determinante ai fini della cattura. In conclusione, appare evidente linutilità dellardiglione, in quanto non aumenta il numero di catture, ma quello dei pesci feriti destinati con molta probabilità a morire per le lesioni riportate o per le infezioni che su queste si propagano. Un bravo pescatore, risulta tale, non da quanti pesci cattura, ma da quanti è in grado di rilasciarne arrecando loro il minor danno possibile. Ricordiamoci di bagnarci le mani prima di toccare un pesce, in tal modo non danneggeremo la mucosa che lo protegge dalle infezioni. Inoltre i pesci non vanno tenuti a lungo fuori dellacqua e se il recupero è stato lungo è bene ossigenare il pesce, tenendolo contro corrente fino a che questi non abbia ripreso energia. Tassi di mortalità (dati Notiziario ETP Friuli Venezia Giulia e Notiziario Coordinamento Toscano Pescatori a Mosca)
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I FINALI A NODI PER LA PESCA IN TORRENTE Ecco alcune misure di finali a nodi che normalmente utilizziamo per la pesca in torrente. Piccole variazioni alle misure delle singole sezioni di filo possono essere apportate in base alla canna utilizzata, al torrente nel quale peschiamo, alle imitazioni impiegate e soprattutto alla propria esperienza. Legenda:
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| L'IMPORTANZA
DEL CATCH & RELEASE Stefano Amodeo è un italiano che per la sua passione per la pesca con la mosca si è stabilito in Canada e più precisamente in British Columbia dove lavora come guida di pesca. Anche lui presente "on line" all'indirizzo http://www.pgmoneysaver.bc.ca/stefano/ collabora con il nostro club fornendoci interessanti articoli sulle attività d'oltremare. In Nord America la pratica del catch & release e' in uso da molti anni, i pescatori sportivi la praticano da circa 100 anni. In British Columbia e' considerata un mezzo molto importante per la salvaguardia delle varie specie. E' stato dimostrato senza alcun dubbio che una alta percentuale di salmoni rilasciati in maniera corretta sono sopravvissuti. In B.C. senza questa pratica molte zone sarebbero ora chiuse alle pesca sportiva. Negli ultimi 10 anni sono stati condotti studi sui salmoni allamati e poi rilasciati, questi studi dimostrano che circa il 90% dei pesci rilasciati sopravvivono sia se allamati con ardiglione o senza. Infatti nei grossi salmoni, come i king o i silver, il quoziente di sopravvivenza e' simile indipendentemente dal tipo di amo usato. Durante questa ricerca più di 20000 salmoni sono stati allamati, identificati e rilasciati da pescatori locali, il recupero di questi pesci identificati (uno spaghetto sulla pinna dorsale) sia in mare che nei torrenti durante la frega indica un altissimo quoziente di sopravvivenza. Questi studi dimostrano inoltre che la mortalità di alcuni dei pesci rilasciati e' dovuta più a ferite causate dagli ami che dalla perdita di squame o ad un non corretto rilascio. I salmoni giovani di circa 30 cm sono nel loro primo anno di vita nell'oceano e secondo le regole provinciali devono sempre essere rilasciati. Questi giovani esemplari sono più vulnerabili a causa dei grossi ami usati, per cui il tasso di sopravvivenza e' molto più basso, e' anche vero pero' che questi piccoli salmoni hanno meno possibilità di frequentare quel tipo di acque insidiate generalmente dai pescatori sportivi. E' stato anche dimostrato che i salmoni adulti sono più forti e resistenti di quello che si pensava, per cui possono sostenere un notevole stress. In media ci vogliono 10 minuti per recuperare un salmone ben allamato, se si effettua l'operazione di recupero in fretta e si rilascia il pesce con la tecnica giusta, le possibilità di sopravvivenza sono altissime. Queste alcune tecniche da ricordare: se il salmone e' esausto cercate di recuperarlo al più presto evitando di giocarlo troppo a lungo rimuovete l'amo usando delle pinze a naso lungo usate ami senza ardiglione per minimizzare la perdita di scaglie usate un guanto soffice per evitare ferite di ogni tipo sostenete il pesce con una mano intorno alla coda e l'altra sotto la pancia. Mai sollevare il pesce per la coda si potrebbe infatti danneggiare la spina dorsale. Quando si rimette il pesce in acqua, rilasciatelo ad un angolo di 45 gradi con la testa che punta in basso, se il pesce e' esausto perdete un po' di tempo a rianimarlo trattenendolo per la coda fino a che le energie gli siano tornate. Alcuni pesci possono avere l'amo incastrato in gola, in questo caso tagliate il filo vicino all'amo senza cercare di rimuovere l'amo, quindi iniziate il rilascio, l'amo si dissolverà col tempo. Lo sapevate che un amo senza ardiglione allama meglio? Infatti l'amo penetra meglio se non c'è l'ardiglione. Per finire ricordatevi di limitare le vostre catture e non di catturare il vostro limite.
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| STEELHEAD TROUT Stefano Amodeo è un italiano che per la sua passione per la pesca con la mosca si è stabilito in Canada e più precisamente in British Columbia dove lavora come guida di pesca. Anche lui presente "on line" all'indirizzo http://www.pgmoneysaver.bc.ca/stefano/ collabora con il nostro club fornendoci interessanti articoli sulle attività d'oltremare.
La steelhead ormai è diventata un mito tra i pescatori a mosca di tutto il mondo. Questa fama è dovuta soprattutto alle spiccate qualità combattive di questa specie, combatte infatti con la stessa elettricità di una iridea ma con le dimensioni di un salmone. Quando è giovane la steelhead ha lo stesso aspetto di una trota iridea, da adulta assume una forma più affusolata e muscolare. Appena arrivate dal mare le steely cominciano a trasformare la loro livrea, il maschio sviluppa sulla mascella inferiore una specie di uncino, hook, molto simile a quello di alcuni salmoni, il colore argenteo si va sempre più scurendo fino ad assumere i colori tipici delle iridee con una striscia rossa sul lato che si estende fino alle guance, col passare del tempo in acqua dolce il colore si fa sempre più scuro fino a diventare una specie di marrone chiaro. Le steelhead sono distribuite dal sud della California fino al sud dell'Alaska, con i fiumi più produttivi in British Columbia, molto conosciuti i bacini idrografici del Frazer river, dello Skeena, molti dei fiumi dell'isola di Vancouver e delle Queen Charlottes, dove in queste ultime il passo inizia verso dicembre e si prolunga a tutto marzo. Le giovani steely si cibano di invertebrati come crostacei ed insetti tra cui le mayfly e le caddis, anche le uova di salmone fanno parte della loro dieta durante la lunga permanenza invernale nei fiumi. In primavera avviene la frega sui torrenti ghiaiosi , questa specie di salmoni, perché oramai è classificata come salmone e non più come trota, a differenza di tutte le altre 5 specie di salmoni del pacifico non muore subito dopo la posa delle uova, infatti è risaputo che alcune riescono a ritornare fino a tre volte. Una volta nata la steely passerà in acqua dolce un periodo di tempo che può variare da uno a 5 anni dipendentemente dalla temperatura dell'acqua e dalla quantità di cibo reperibile nel torrente, la migrazione verso il mare inizia in maggio dove rimarrà per un periodo di pochi mesi fino a 4 anni. Poche steelhead vivono più di 9 anni. Ci sono due grandi migrazioni, una estiva ed una invernale, questa specie non è al momento classificata a rischio, ma nel passato ci sono stati periodi di vera magra, soprattutto nella corsa estiva, dovuti al degradamento ambientale ed alla pesca commerciale, negli ultimi 10 anni però sono stati fatti notevoli progressi in tutti e due i settori ed anche se la summer run, migrazione estiva, non è al massimo quella invernale ha dato negli ultimi tre anni il doppio dei ritorni previsti. Le dimensioni di questo pesce variano di località in località, le steely dell'isola di Vancouver come quelle delle Charlottes sono più modeste in confronto a quelle dei bacini del Fraser e dello Skena, la lunghezza varia dai 50 cm ai 85/90 cm con punte alte fino a 120 cm, di conseguenza il peso va dai 2 ai 7 kg con trofei che raggiungono i 20 kg. La steelhead più grande pescata in fiume è stata rilasciata e stimata ad un peso di circa 20 kg si pensa che un pesce di queste dimensioni possa avere 13 anni. Per i moschisti consiglio canne coda 8/9 con code affondanti di varia gradazione, per quanto riguarda le mosche la scelta è illimitata e come spiego nel mio sito la steely è molto aggressiva e territoriale per cui una mosca ben piazzata suscita la risposta immediata e rabbiosa del pesce, naturalmente più vicino al fondo si pesca e più possibilità si hanno, da non trascurare però la pesca a secca che se fatta durante i mesi caldi come agosto e settembre può produrre grandi emozioni. I periodi per insidiarle sono vari e come dicevo variano a seconda del bacino idrografico, in genere il periodo di aprile, maggio è ottimo nella zona di Kitimat, in estate un po tutti i fiumi hanno delle steelhead ma naturalmente il periodo senza dubbio più favorevole è l'autunno da settembre fino a novembre.
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| COHO SALMON Stefano Amodeo è un italiano che per la sua passione per la pesca con la mosca si è stabilito in Canada e più precisamente in British Columbia dove lavora come guida di pesca. Anche lui presente "on line" all'indirizzo http://www.pgmoneysaver.bc.ca/stefano/ collabora con il nostro club fornendoci interessanti articoli sulle attività d'oltremare.
Il mitico coho salmon o silver come lo chiamano gli americani, è considerato da molti appassionati come "er più" tra i salmoni, questa fama se lè guadagnata per vari motivi, uno dei quali senzaltro dovuto alla bontà delle carni ma anche e soprattutto per la pesca. Molti affermano che la cattura di un coho dia la stessa emozione di quella di una steelhead, e anche se una affermazione del genere fa storcere il naso ai puristi della steely, bisogna ammettere che come combattività, energia ed aggressività le differenze sono minime. In British Columbia il silver è presente in circa 1500 corsi dacqua e lo si trova dallAlaska fino alla California. Dopo la schiusa delle uova i giovani coho rimangono nei fiumi di nascita fino a due anni per poi emigrare al mare dove passeranno circa due anni, dopo di che saranno pronti per il ritorno ai fiumi natali. Un coho adulto si aggira fra i 3 ed i 6 kg. e può raggiungere misure vicino al metro, ci sono poi quelli che vengono chiamati i northern coho che arrivano nei fiumi nel tardo autunno, questi possono raggiungere dimensioni ben superiori con pesi fino ai 12 kg. Per riconoscere un coho da un king salmon, infatti sono molto simili, bisogna guardare la bocca, i silver hanno le gengive "gums" bianche, la lingua nera e pochi "dots" puntini sulla parte superiore della coda, la schiena ha un leggero ma caratteristico colore blu metallico da cui il soprannome di blueback.
Per i moschisti il coho è una cuccagna, accetta le mosche senza esitazione, combatte virilmente ed è un saltatore spettacolare una volta allamato, la sua pesca richiede luso di canne coda 8/9 con code medio affondanti, le mosche che sembrano avere più successo sono azzurre chiaro con riflessi argentei. Il periodo migliore per i silver è settembre fino ad ottobre anche se i primi arrivi sono in agosto, una volta fatto lo spawning o posa delle uova il silver un po come tutti gli altri salmoni comincia a cambiare il colore della sua livrea fino a diventare di un rosso intenso. La situazione dei coho non è così brillante come per le altre specie di salmoni, sta infatti attraversando un periodo di declino dovuto ad una alta mortalità marina ed alla pesca commerciale, lanno passato una drastica riduzione dei giorni allocati ai pescatori commerciali è risultata in un anno record per il ritorno dei silver. Si spera che per il futuro il governo continui con questa politica conservazionista in modo da dare più spazio ai pescatori sportivi che incidono in maniera insignificante sugli stock dei coho.
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| KITIMAT RIVER Stefano Amodeo è un italiano che per la sua passione per la pesca con la mosca si è stabilito in Canada e più precisamente in British Columbia dove lavora come guida di pesca. Anche lui presente "on line" all'indirizzo http://www.pgmoneysaver.bc.ca/stefano/ collabora con il nostro club fornendoci interessanti articoli sulle attività d'oltremare.
Uno dei fiumi principali in questa zona è il Kitimat che a causa della sua posizione geografica vicino al pacifico, non gela e quindi offre, anche durante i periodi invernali, una discreta pesca, alle cutthrout ,trote che vengono dal mare, alle iridee, sempre presenti e ai dolly varden che sono una specie di salmerino. Nel 1983 la città di Kitimat con l'aiuto della Alcan, la grande compagnia multinazionale dell'alluminio, costruì un allevamento per salmoni sul fiume omonimo, il cui scopo era quello di riabilitare il numero dei salmoni e delle steelhead che a causa dell'inquinamento e del disboscamento indiscriminato erano diminuiti in maniera preoccupante. In questo allevamento vengono allevate 5 specie di salmoni del pacifico, le steelhead, e le cutthrout che poi vengono rilasciati nel Kitimat stesso ed in vari altri torrenti della zona, specialmente quelli che si gettano nel fiordo di Kitimat conosciuto come il Douglass channel. La produzione di questo allevamento è davvero impressionante: specie rilasciati - ritorni previsti: king salmon 2.000.000 - 60.000; coho ( silver ) 600.000 - 60.000; chum 7.000.000 - 150.000; stheelhead 50.000 3000. Se al numero di questi ritorni previsti aggiungiamo il numero dei pesci selvatici che regolarmente emigrano in queste acque si capisce perchè questa zona è un paradiso per qualsiasi pescatore. In gennaio/febbraio il fiume produce una buona quantità di cutthrout e dolly varden, data la chiarezza ed il livello basso dell'acqua la pesca con piccole ninfe sul fondo è generalmente produttiva, ma come dicevo all'inizio questi sono mesi di attesa, si aspetta infatti la primavera che inesorabilmente porterà le prime steelhead.
I primi arrivi saranno verso la fine di marzo con il culmine della migrazione alla metà di aprile, dopo di che la pesca sarà buona fino alla metà di maggio a questo punto le steelhead hanno fatto il loro dovere per quanto riguarda la posa delle uova e si preparano al rientro al mare, le steely infatti sono l'unico salmone del pacifico che non muore dopo la posa delle uova. I pesci in questo periodo si aggirano sui 7 kg con punte massime ma non rare di 15 kg, per pescarle i moschisti hanno bisogno di una canna coda 8/9 con code medio affondanti, le mosche da usare sono infinite come spiego nel mio sito, in tanti anni di guida ne ho viste come si suol dire di tutti i colori ed in tutta sincerità non mi sento di scartarne nessuna, la mia opinione è comunque invariata, cioè scegliere 5 tipi di mosche con cui ci si sente più fiduciosi e di ognuno di questi tipi averne tre/quattro misure diverse con ami dell'8/6/4. Seguite questa ricetta, pescate sul fondo ed avrete buoni risultati con salmoni e steelhead.
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| HIRSH CREEK & CUTTHROAT Stefano Amodeo è un italiano che per la sua passione per la pesca con la mosca si è stabilito in Canada e più precisamente in British Columbia dove lavora come guida di pesca. Anche lui presente "on line" all'indirizzo http://www.pgmoneysaver.bc.ca/stefano/http://www.pgmoneysaver.bc.ca/stefano/ collabora con il nostro club fornendoci interessanti articoli sulle attività d'oltremare.
Uno dei più importanti affluenti del Kitimat river è l'Hirsh creek, molto conosciuto tra i moschisti non solo per il passo dei salmoni e delle steelhead ma anche per la presenza delle cutthroat che offrono una simpatica alternativa alla pesca al salmone. La cutthroat, letteralmente gola tagliata, è così chiamata per il tipico segno rosso sotto la gola che sembra un taglio, questo comunque non è il solo segno distintivo di questo pesce, altra caratteristica sono i " dots " o puntini neri che ricoprono tutto il corpo della cutthroat, fitti sui fianchi ma presenti in gran numero anche sulla pancia, sulle pinne e sulla testa. A differenza delle iridee le cutthroat hanno una fila di denti molto piccoli sulla lingua e preferiscono la caccia sul fondo che non quella a galla. La loro diffusione geografica va dal sud dell'Alaska fino ad alcuni fiumi della California, ma la loro diffusione all'interno del continente non è così ampia, è raro infatti che si trovino a più di 150 km. dalla costa, sono infatti numerosissime in tutti i corsi d'acqua che si gettano sul Pacifico. Hirsh creek è un affluente del Kitimat e in questo momento, tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, sta ricevendo le prime steelhead della stagione, ci si aspetta che questo passo sia particolarmente abbondante dovuto al fatto che 4 anni fa le steelhead che entrarono nel sistema del Kitimat raggiunsero un numero record mai visto prima. È anche vero però che da quando il governo della provincia ha drasticamente ridotto le quote concesse ai pescatori commerciali, il pesce riesce a raggiungere i fiumi nativi per la frega annuale in numeri sempre maggiori per cui ogni anno si hanno dei ritorni record. Allo stesso momento che le prime steelhead entrano nel sistema le cutthroat, che hanno passato tutto l'inverno nel fiume fino alla primavera per poter iniziare la frega , iniziano il loro rientro al mare, dove passeranno il resto dell'anno, sempre vicino alla foce dei fiumi, aspettando il prossimo autunno per iniziare di nuovo il ciclo della migrazione. Questa trota di mare è molto vorace, il suo cibo preferito sono altri pesci, per cui la necessità di usare imitazioni che rappresentano piccoli pesci di colore argento, ma durante la migrazione dei salmoni non disdegnano le uova, che in quel periodo sono facilmente reperibili, in questo caso imitazioni di uova rosse o arancioni magari con un piccolo baffo bianco daranno sicuramente buoni risultati. Una cosa importante da non scordare è che queste trote operano sul fondo e raramente si catturano a galla per cui l'uso di una coda affondante è consigliato. Il periodo di maggiore attività durante il giorno è nei momenti di luce bassa e quando è nuvoloso, le mosche più raccomandate sono:
Questi pesci sono molto opportunisti per cui raramente rifiutano un'offerta ben presentata, per cui recuperare in maniera erratica con strattoni di 10/15 cm e numerose pause intermedie. Le canne da usare sono senza dubbio leggere, anche se questi pesci raggiungono pesi oltre i tre kg., una canna coda 4 con coda galleggiante WF e un finale di circa 4 metri. Questa specie è molto numerosa in British Columbia ma è anche molto suscettibile alla pressione della pesca, per cui è sempre consigliabile l'uso di ami senza ardiglione e la pratica del catch & release. Il periodo migliore per insidiare le cutthroat è in settembre, allo stesso tempo del passo dei salmoni silver, per cui non è sempre facile abbandonare la caccia ai salmoni per le cutthroat, ma come dicevo offrono una simpatica alternativa ai salmoni.
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| PERCHÈ PESCHIAMO
Ciò che ci spinge ad andare sulle sponde di un fiume, non è il dover dimostrare a qualcuno o a noi stessi quanta tecnica possediamo. Ciò che ci permette di vivere pienamente una giornata di pesca sono tutte quelle emozioni che stare a contatto e all'interno della natura suscita. L'atto del pescare produce quella situazione emotica che, di volta in volta,ci permette di uscire dalla quotidianità, nella quale per lo più ci perdiamo, disvelandoci così un nuovo mondo. Autenticamente intesa la pesca non è solo una tecnica, ma comporta uno stile di vita che coinvolge tutta la persona. In quei momenti, infatti, non ci si confonde più con gli oggetti della vita di tutti i giorni, si sta con se stessi: nel rapportarsi alla natura, nell'annullarsi in essa e si ritrova, di volta in volta, un po' di tempo per se stessi. Nel rapportarsi alla natura, e nella solitudine che caratterizza questa situazione emotiva, il nostro spirito tende senza sosta ad abbracciare l'insieme e l'universalità del creato, ed alla contemplazione della totalità della natura. Ci si immerge nella totalità del mondo provando la gioia di esserne una parte integrante. Si prende coscienza del proprio essere all'interno del tutto, come una minuscola parte di breve durata, ma in grado di aprirsi al campo immenso dello spazio naturale e di sentirsi in armonia con tutto ciò. Il luogo in cui, rivolgendoci alla natura fuori di noi, ritroviamo noi stessi, e in cui sentiamo questa situazione emotiva, è il silenzio. I rumori nei quali quotidianamente siamo immersi ci mantengono nell'eterno ieri che scandisce la routine di tutti i giorni. Nel silenzio è possibile ascoltare la voce della natura, la voce del fiume, la voce del vento, la voce delle foglie e infine la voce di noi stessi ritrovati immersi nella natura. Molti si affannano a pescare, ma pochi si preparano alla pesca; la parola in grado di esprimere tutto ciò non si dà: di ciò di cui non si può parlare si deve tacere!
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NUOVI
Importi delle Licenze di Pesca in Toscana Legge Regionale n. 68/2004 - Gestione delle risorse ittiche e regolamentazione della pesca nelle acque interne L'esercizio della pesca è consentito a chi è in possesso di una delle seguenti Licenze: Licenza di tipo A: di durata annuale, autorizza la pesca professionale e quella dilettantistica con gli attrezzi validi per la Licenza tipo B. Licenza di Tipo B:di durata annuale, autorizza l'esercizio della pesca dilettantistica con canna anche munita di mulinello, con la tirlindana, la mazzacchera e la bilancia. Licenza di Tipo C: della durata di quindici giorni, autorizza la pesca con gli attrezzi validi per la Licenza tipo B. Licenza di Tipo D: di durata giornaliera, autorizza la pesca sportiva nell'ambito delle manifestazioni agonistiche. Licenza
di pesca di tipo "A" Euro 50,00 I
versamenti vanno effettuati sul:
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DUE
CHIACCHERE SULLA CHEPPIA, IL SALMONE DEI POVERI La cheppia (Alosa fallax), come il più famoso salmone, in primavera risale il corso dei fiumi al fine di raggiungere le zone più idonee all’atto della riproduzione. Trattasi di un pesce dalla forma allungata, compresso sui fianchi e dotato di una forza eccezionale. È quindi un gran lottatore, capace di fughe estenuanti e balzi acrobatici fuori dell’acqua, ovvero una preda così gratificante che i pescatori a mosca, una volta provata l’ebrezza della sua cattura, la eleggono a immancabile punto fermo del proprio iter piscatorio annuale.
Ma la cheppia è un pesce assai delicato, e per salvaguardarne al massimo
l’integrità è imperativo non tenerla troppo tempo in canna. E quindi
il bravo pescatore, avvalendosi di canne idonee, mai troppo leggere, una
volta presa all’amo la deve forzare il più possibile, onde farla
giungere in breve tempo alla sua mano per liberarla senza danni dall’amo
senza ardiglione. II Grado di affondamento
III Grado di affondamento
IV Grado di affondamento
Esse vengono abitualmente connesse ad una running line costituita da
cobra, slick shooter (monofili a sezione ovale), oppure da semplicissimo
nylon senza memoria (tipo Amnesia) di diametro attorno allo 0,50. Dato che
l’azione di pesca prevede il lancio della lenza trasversalmente alla
corrente, la running line, coinvolta in primis dal moto dell’acqua,
filerà via incurvandosi verso valle, trascinando seco la coda e incidendo
non poco sulla velocità di pesca degli streamers. Con una running line di
sezione ridotta, ovvero dei materiali sopra citati, con la proprietà di
risentire in maniera minima del moto idrico, la shooting taper avrà modo
di affondare agevolmente sino alle profondità ritenute ottimali. Di
contro, abbinando le shooting taper alle classiche ma più corpose
shooting line (level) o a vecchie code galleggianti, oppure semplicemente
adoprando le code “wet tip” (code con running line galleggiante e
punta affondante), anche se dotate di lunga e pesante sezione affondante
come le Teeny, per il maggiore spessore, ovvero per la maggiore resistenza
che la running line oppone all’acqua, la coda non affonderà mai
abbastanza e le esche si assetteranno spesso fuori pesca.
Lanciata la lenza trasversalmente al fiume, da poco verso valle a poco
verso monte, secondo l’intensità della corrente, essa, durante
l’affondamento viene naturalmente trascinata verso valle. Per mantenerla
alla profondità dovuta o voluta, si ricorre molto spesso
all’accorgimento di tuffare la canna in acqua, assettandola
frequentemente con l’anello apicale della vetta quasi a lambire il fondo
del fiume (vedi il pescatore in secondo piano della foto demo).
E relativamente a quei piccoli ma importanti movimenti da attuare durante
l’azione di pesca, che sovente fanno d’una semplice uscita una
giornata memorabile, declamo la parola d’ordine: variare!
Riguardo alla struttura dell’esca, coi livelli alti ho sempre avuto
ottime risposte con artificiali costruiti su ami del sei, con corpo in
ciniglia guarnita da tinsel e corredati d’ala in marabou o polar fibre
ed alcuni fili di krystal flash.
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Koji Arai came from
Japan on holiday to Italy and took the occasion to go fly fishing in the
rivers of Tuscany.
Venuto dal Giappone per trascorrere le vacanze in Italia, Koji Arai non ha perso l'occasione per una battuta di pesca con la mosca nelle acque della Toscana.
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IMPORTO PERMESSI DI PESCA IN FRIULI PER IL 2005 I costi dei
permessi di pesca per l'anno 2005 hanno subito un piccolo aumento, dovuto
ad un arrotondamento; di seguito sono
riportati soltanto i permessi riferiti alla situazione di pescatori
italiani provenienti da altre regioni d'Italia, per situazioni diverse da
questa e per qualsiasi altro tipo di informazione è possibile rivolgersi
all'Ente Tutela
Pesca del Friuli Venezia Giulia via Colugna, n°3 - 33100 Udine;
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CARPE
CON LA MOSCA
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